Recensione: Leptons – ‘La Ricerca Della Quiete ‘

La Ricerca Della Quiete è il terzo album, primo in lingua italiana (ad esclusione della terza traccia Great Escape) dei Leptons, la cui particella elementare è il polistrumentista compositore Lorenzo Monni, sardo di origine ma di stanza in Veneto, attorno al quale si muovono musicisti di primo piano (in primis Andrea Liuzza di Beautiful Losers, etichetta che pure licenzia il disco), contribuendo a caratterizzare la variegata proposta musicale del nostro.

La cifra stilistica dei nove brani che compongono l’opera, pur nella loro eterogenicità, è quella di un progressive folk, con abbondanti spruzzate di psichedelia qua e là, dove a farla da padrone sono sonorità figlie degli anni 70, ma qui “masticate e sputate” fuori con la freschezza del nuovo millennio (e la citazione è voluta perché diverse sono le affinità col nostro Faber, se non altro nella sua produzione dialettale).

Canto Di Lavoro, il pezzo che apre le danze, in questo senso è una sorta di manifesto programmatico delle tematiche del disco, dove emerge la frenesia del quotidiano rituale dell’essere umano, l’alienazione che porta in dote il fare parte di una società assecondando i criteri del successo personale secondo gli altri. Particolarmente interessante Una Lunga Vacanza, dove lo sguardo va al Battisti più sperimentale, e, perché no, a certe orchestrazioni de Gli Alunni Del Sole, con un romanticismo che rimanda agli assolati e malinconici amori del sud, complice il falsetto di Lorenzo, che colpisce chirurgicamente il cuore dell’ascoltatore (mentre forse è meno a suo agio nei registri più bassi). Completano la proposta momenti puramente strumentali, profondamente evocativi, che peraltro forniscono la testimonianza di un repertorio tecnico fuori dal comune, al servizio di un disco profondamente ispirato, che si inserisce prepotentemente in quel filone progressivo cantautorale italiano, tornato negli ultimi anni a sfornare eccellenze.

Per gli amanti di: Andrea Laszlo De Simone, Iosonouncane, Alessandro Grazian.

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