“L’underground a cui sono ancora legato è quello fatto di live in posti impossibili”. Intervista a Lo Strano Frutto

Lo Strano Frutto è il progetto di Enrico Capozzo, ex iMelt e Muleta. La settimana scorsa abbiamo condiviso in anteprima il nuovo singolo I RAGAZZI STANNO BENE prodotto da Giorgio Canali. Oggi vogliamo condividere le chiaccherata fatta con Enrico, un musicista di una sensibilità unica che arriva da quella scena musicale underground che a noi un po’ manca.

Dopo quasi 30 anni di concerti com’è cambiata secondo te la musica italiana indie?

Se parliamo del “vecchio” underground basta che elencare Kina, Afterhours, Marlene Kuntz, Sisma, Disciplinata, Marco Parente, Cristina Dona’, Ritmo Tribale…per avere una panoramica chiara di cos’è cambiato.Non è sempre così, ma oggi ci viene spesso propinato per indie un bel pacchetto confezionato pronto all’uso e pronto a sparire in poco tempo (x fortuna).
L’ underground a cui sono ancora legato è quello fatto di live in posti impossibili, viaggi interminabili in furgoni colmi di fumo e pubblico che si ferma a chiederti cosa vuol dire quel testo che proprio non riesce a capire perché ha copiato il cd e nonna il libretto con i testi.E non ha il libretto con i testi. Ricordo più coesione tra le band. Per suonare fuori regioni c’erano ore di chiamate da rete fissa, demo spediti via posta…scambiavamo date con chiunque, arrivare con la tua band a Milano a suonare era conquistare l’America.

 

MELT - Punkadeka - Punk web magazine

Dai Melt ai Muleta fino allo Strano Frutto c’è una differenza sostanziale. Cos’è cambiato in te come musicista?

Muleta è stato il mio primo esperimento come scrittore di canzoni, nei Melt facevo solo rumore…
Lo Strano Frutto sono io al 100%. Come musicista è cambiato poco non ho ancora imparato a suonare LOL. Sto cercando invece di lavorare ai testi.  Amore scritture veloci, poche parole. Cerco da tre album di essere il più essenziale possibile, ma c’è ancora molto da lavorare. Musicalmente cerco soluzioni diverse per ogni lavoro in studio anche se poi la sostanza è sempre la stessa, chitarra/due urla/lallallallalalla’ e esce il disco da 20 Min che volevo LOL.Ho la fortuna di riuscire sempre a lavorare in studio con chi riesce pienamente a capire le mie intenzioni.

 

Lo Strano Frutto: Cosa siamo stati,...

Qual’è il ricordo più bello che ti lega ad un concerto?

Il primo livello in solitaria dopo il lockdown.

Lemoheads a Bologna (2006?). Evan Dando visibilmente “provato” non becca una nota. Fa scendere in malo modo la band dal palco e conclude il cocerto con un chitarra/voce mozza fiato. Eels nel 2014 a Milano con un set acustico pazzesco. Nirvana nel 1994 a Milano è tutt’ora il concerto a cui rimango più legato.

Sei un musicista che ha suonato in tutta Italia da solo e in una band. Che differenza c’è quando suoni solo con la tua chitarra e con altri sullo stesso palco?

Cambia radicalmente.  Con la band diventa un esperimento costante, cerco di mettere sempre sul palco musicisti diversi, formazioni mai collaudate e do loro carta bianca. Questo porta sempre a livello completamente nuovi e spesso versioni irripetibili dei brani.  Da solo sul palco è come se mi prendessi tempo per respirare. Cambiano tempi, intensità e tutto prende un altro colore. Mi sento dentro una bolla, una sensazione che a me piace molto. Mi dimentico di pubblico e palco molto spesso.

 

Lo Strano Frutto - Mi Innamoravo Di Tutto Quello Che Cadeva Dal Terzo Piano - Dirty Little Review

 

I testi de Lo Strano Frutto nascondono sempre una sottile critica alla società moderna. Qual’è la cosa che più ti da fastidio e che cambieresti di questo mondo?

La violenza. Sotto qualsiasi forma. Violenza fisica, verbale, costrizioni che non ci permettono di vivere sereni a cui molto spesso cediamo per necessità o abitudine. Violenza che mettiamo in atto noi senza rendercene conto solo per “capiti”, sentiti. Violenza messa in moto da chi ci governa per farci sentire piccoli, doverosi di aver protezione da parte proprio di chi ci destabilizza. Quest’anno spero ci sia da esempio per comprendere cosa possono fare e dove possono arrivare. Violare l’intimo dell’individuo “preservandolo” in casa propria….la follia. Zero contatto, zero confronti, nuove generazioni mutilate e rese vecchie a 8, 9, a 15 anni davanti uno schermo come fossero i miei nonni col telequiz. Penso sia abbastanza per farmi incazzare, ma se volete posso continuare…

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