LACOSA: Intervista al musicista Walter Zanon

La fine di questo 2020 ha visto nascere un nuovo gruppo nella famiglia discografica di Dischi Soviet Studio. Stiamo parlando dei LACOSA, nuova realtà dream pop. LACOSA prende vita dall’incontro di Walter Zanon (Disfunzione, MiSaCheNevica), Luca Andretta (Soviet Ladies), Matteo Marenduzzo (Soviet Ladies, Riaffiora, Bob Balera), Paolo Trolese (Riaffiora). Ed è proprio Matteo Marenduzzo che ha posto alcune domande a Walter Zanon in questa intervista che racconta il passato, il presente e il futuro di una delle personalità più attive della musica indie veneta.

 

MM: Walter, possiamo dire che la tua esperienza come cantante è ormai più che ventennale. Ci potresti raccontare come ti sei approcciato alla musica e come sei entrato a far parte della tua prima band?

WZ: Nasco musicalmente durante l’esplosione del Grunge.
Spinto all’inizio delle superiori a suonare il basso da un amico , inizio, come molti, provando cover dei Led Zeppelin. Di li a poco, facendo la strada per andare alle prove, sento suonare da una casa vicina alcuni pezzi dei Nirvana, fatte solo con chitarra e basso, ma con una verve a cui non è ero assolutamente abituato. Incuriosito, scopro nel garage di questa casa due ragazzini delle medie che riproducono questo sound in una maniera pazzesca! Poi, che dire…diventiamo chiaramente subito amici, quasi per scherzo poso il basso, saluto i Led Zeppelin, e mi metto alla voce, a gridare i pezzi di Cobain. È la base dalla quale nascono i Disfunzione.

 

MM: Ecco, i Disfunzione. Uno dei gruppi veneti più apprezzati tra la fine degli anni 90 e il 2010. Credo che la definizione “local heroes”, per voi, sia assolutamente calzante. Sempre ad un passo da un contratto discografico importante, sembravate destinati ad ambire ad un pubblico ben più ampio del contesto locale. Anche se poi avete avuto senza ombra di dubbio le vostre soddisfazioni.

WZ: Con i Disfunzione nel 2000 pubblichiamo il nostro primo disco,  “Compromettersi”, che raggiungerà un successo underground inaspettato. “Di Lei”, “L’Ultima Poesia”… forse queste sono le canzoni che ricordo con maggior emozione (“Di Lei” fu un vero e proprio tormentone per i ventenni dell’epoca, N.d.R.). L’avventura continua con il ragazzo di Berlino, uscito con Jestrai Records nel 2006 (celebre etichetta indipendente fondata da Maria Teresa Regazzoni, madre di Luca e Aberto Ferrari dei Verdena, nel 2002; ricordiamo le importanti uscite di FIUB, LOVE IN ELEVATOR e il primo EP di DENTE, N.d.R.). Purtroppo, nubi nere si addensavano attorno alla band in quel periodo: malattie gravi, per qualcuno, eccessi con droghe e alcol, per altri, destabilizzarono progressivamente il gruppo, fino all’inevitabile scioglimento, nel 2009, paradossalmente proprio quando i problemi personali sembravano risolti. E’ ad ogni modo questo per me un momento di svolta: mi butto per più di un anno ad ascoltare garage, dream pop, e avere come punti di riferimento Hope Sandoval, Jay Reatard, le uscite della Slumberland Records, allontanandomi pian piano dal sound di matrice pop rock.

Photo: Luca Andretta

MM: Ascolti che metti in musica con la tua successiva band, “MiSaCheNevica”?

WZ: Assolutamente, è dalla passione per questi nuovi gruppi che nascono i MisaCheNevica, ed è in quel periodo l’incontro con Dischi Soviet Studio, con cui pubblichiamo l’ep d’esordio “La Mia Prima Guerra Fredda” (2010), e poi l’album “Come Pecore In Mezzo Ai Lupi”, ottenendo una discreta attenzione e ottime recensioni.

MM: Poi ancora una pausa di riflessione, quindi i “LACOSA”, con cui torni alla ribalta (sempre per Dischi Soviet Studio), con un nuovo disco, preceduto da alcuni singoli (il primo in uscita ad inizio 2021). Ancora un nuovo territorio musicale, e questa volta la sfida  dell’idioma inglese.

WZ: Poco dopo l’uscita di “Come Pecore In Mezzo Ai Lupi” sono tornati a trovarmi vecchi fantasmi , così, di punto in bianco,  sciolgo i MSCN, e decido di trasferirmi per un periodo in Spagna. Sono anni bui, dove la musica scompare.
Solo molto tempo dopo,  a fronte di un lungo percorso interiore, personale, accetto

Photo: Marta Rosso

l’invito ad unirmi ai LACOSA, progetto dream pop di Cittadella con sonorità di cui subito mi innamoro. Loro altri non erano che ¾ dei Soviet Ladies, rimasti orfani del cantante, dopo un album di debutto che aveva ricevuto un’ottima accoglienza. Non è stato facile ritrovare il ritmo prove, adeguarmi nuovamente alle dinamiche di una band…inizialmente ho faticato, ma a un certo punto è scattata la magia, la sinergia cercata è arrivata, e sono nati brani che ben si sposano con la mia voce.
Ora incrociamo le dita per il futuro.

MM: E noi con te, indubbiamente.

 

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