INTERVISTA: MATTEO MARENDUZZO CI RACCONTA IN ANTEPRIMA IL DISCHI SOVIET FESTIVAL 2021

In questa strana estate 2021, dopo un anno di stop forzato dei concerti, Dischi Soviet Studio ha pensato di proporre una due giorni di festival dove si esibiranno ben 12 realtà del roster, assieme ad un ospite.
Il festival, che ha visto la sua prima edizione nel 2008, si terrà questa volta in Villa Albrizzi Marini, una meravigliosa villa veneta del ‘500 immersa in 9 ettari di parco e circondata da boschi e colline, situata a San Zenone degli Ezzelini, in provincia di Treviso. Abbiamo chiesto al Presidente Matteo Marenduzzo di parlarci di Dischi Soviet Studio e della festa della sua etichetta.
DA COSA E’ NATA L’IDEA DI ORGANIZZARE UN FESTIVAL COME IL DISCHI SOVIET FEST 2021?
Storicamente il Soviet Studio Festival è stata la prima tangibile iniziativa messa in atto dal nostro collettivo (poiché in questa dimensione nasce il Soviet Studio). Era il 2006, teatro del tutto un gremitissimo Joel, locale del centro di Cittadella, che poi successivamente avrei preso in gestione, salvo poi essere messo in ginocchio dalla pandemia che stiamo vivendo. Ricordo le band dell’epoca: Riaffiora, Soviet Ladies (ora praticamente LACOSA), Francesco Cerchiaro Avec La Belle Epoque (ora solo Francesco Cerchiaro) e The Junction. Quella sera ho capito che ciò che stavamo facendo aveva senso, e non ho mai smesso di crederlo da allora.
Diciamo quindi che questa formula è sempre stata nelle nostre corde, ora magari in forma più articolata e con più band; promotori del desiderio di mettere un punto a questo 2021 con una sorta di vetrina dell’etichetta, Joe Shamano e Marco Simioni dei The Junction, che si sono spesi per organizzare tutto al meglio.
AVETE SEMPRE PARLATO DI INCLUSIVITA’ FACENDO RIFERIMENTO AL FESTIVAL SOVIET. PERCHE’ E’ IMPORTANTE PER VOI?
Io in primis mi sento una persona inclusiva, è una caratteristica a cui tengo molto, e spero che chi gl amici possano riconoscermi per questo, più che per tutto il resto. Poi potei parlare della necessità di fare rete per cercare di emergere, facendo noi parte di una nicchia in fondo, se non altro al giorno d’oggi, ma sarebbe un ragionamento, per quanto giusto, che non rispecchia a pieno il mio spirito. Forse sono rimasto ai falò in spiaggia dei vent’anni, al genuino e semplice piacere di coinvolgere i passanti, di fare nuove conoscenze.
Se cercate un posto esclusivo, il Soviet Studio Festival non fa per voi.
LA PANDEMIA HA INFLUITO RADICALMENTE SULLA MUSICA INDIPENDENTE ITALIANA. COME SONO STATI GLI ULTIMI DUE ANNI PER DISCHI SOVIET?
Come accennato in precedenza, la pandemia l’ho vissuta sulla mia pelle, ancora più che come musicista o discografico, come gestore di locale dove a farla da padrone era la musica dal vivo: aperto nel Settembre 2019, abbiamo chiuso nel Marzo del 2020, e successivamente, per me, non è stato più sostenibile. Dal punto di vista dell’etichetta, sono comunque usciti molti singoli, abbiamo cercato di continuare a proporre musica, per quanto possibile. E ho avuto tempo per riprendere in mano la tastiera e ampliare lo studio, che non è poco.
COSA CI DOBBIAMO ASPETTARE DALLA LINE-UP DEL FESTIVAL?
Una proposta varia senza dubbio, essendo nati con un criterio prettamente territoriale, che pure abbiamo ampliato negli anni.
Quindi siamo un contenitori di molti generi, dal pop alla new wave, passando per il folk e la psichedelia, sempre mantenendo una certa attenzione per la melodia.
Direi che possiamo soddisfare molti palati.
DOPO QUASI DIECI ANNI NEL MONDO DELLE CASE DISCOGRAFICHE INDIPENDENTI COME DESCRIVERESTI I RISULTATI RAGGIUNTI CON SOVIET?
Soviet va avanti per piccoli passi, passi di bimbo, come mi piace dire, citando il film “Tutte Le Manie Di Bob”, con un imperdibile Bill Murray nei panni di un nevrotico ossessionato dalle proprie manie.
Avanziamo con la velocità della tartaruga, ma con la costanza del tempo e delle stagioni, consci che esiste anche per la tartaruga la possibilità di battere la lepre (o, ad ogni buon conto, di raggiungere risultati sorprendenti).
CHE NOVITA’ CI DOBBIAMO ASPETTARE DA DISCHI SOVIET? PROSSIME RELEASE?
Mi piace dire che il meglio deve ancora venire, e che l’anno successivo a quello presente sarà senz’altro l’anno migliore!
Al di là di questo, sicuramente tanta musica, tanti nuovi dischi, tante nuove storie da raccontare.
Il programma è molto ricco, bene o male molti artisti che suoneranno al festival hanno in cantiere un nuovo album per la prossima stagione, e altri sono vicini a concretizzarlo.
Poi, perché no, nuove collaborazione, alcune già in atto, nelle quali crediamo molto.
Ma diamo tempo al tempo, vi faremo sapere tutto a tempo debito.
COSA VORRESTI POTESSE ESSERE TRASMESSO ATTRAVERSO IL DISCHI SOVIET FESTIVAL?
Una due giorni di sano divertimento, mi sembra che di questi tempi, possa senz’altro bastare.

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