INTERVISTA: EROS PASTRELLO. 17 ANNI DIETRO AL MICROFONO DI RADIO GAMMA 5

Da anni Eros Pastrello sulla padovana Radio Gamma 5, conduce «Musica Attiva», trasmissione dedicata all’underground veneto. Gli abbiamo fatto qualche domanda sulla sua esperienza radiofonica, la situazione dell’indie italiano e Musica Attiva.

Intervista: Fabio Rossanese

 

Ciao Eros, puoi raccontarci brevemente come è cominciata la tua carriera in radio?

Certo che sì!! Beh intanto non so se ‘carriera’ sia il termine appropriato poiché ho semplicemente in primis seguito una mia passione ovvero quella della musica e non ho mai provato a ‘salire un gradino più in su’. Piuttosto ho cercato di avere la piena libertà nel fare e nel proporre quello che mi piaceva veramente! Cosa non affatto scontata in quasi tutte la radio dove vige la regola di accordi e contratti discografici per il numero di passaggi radiofonici delle canzoni e vanno in onda quasi esclusivamente format di programmi già testati ed imposti dall’emittente stessa. Ho iniziato a fare radio semplicemente perché 17 anni fa il batterista della band in cui suonavo, aveva avuto un incarico per iniziare una nuova trasmissione radiofonica sua e mi ha chiesto se provavo ad andare a fargli da spalla.

Tu lavori in una radio indipendente come RADIO GAMMA 5, una delle prime in Veneto. Quali sono le qualità che uno speaker deve avere per lavorare in una radio che propone musica emergente?

Anche qua, scusatemi, ma vorrei correggere un po’ i termini ovvero preferisco dire che la musica che trasmettiamo è quella ‘emergente, indipendente ed underground’ cioè non solo quella fatta agli esordi ma anche quella che si continua a fare senza nessun legame economico o contratto discografico remunerativo. Quindi quella musica o quelle canzoni, magari nascoste e sotterranee, ma nate semplicemente per il bisogno fisiologico di chi le crea nell’avere una propria forma di espressività!! Tutto questo perché credo che le canzoni ‘non nate per essere vendute’ hanno una sincerità che in quelle commerciali o mainstream quasi sempre va persa. Per me sono quelle che si avvicinano di più al concetto di arte quale la musica è!! Fatta questa doverosa premessa la risposta alla domanda iniziale è già pronta! Uno speaker radiofonico che propone questo tipo di musica deve avere un’insaziabile e costante curiosità nel ascoltare tutte le evoluzioni musicale che la mente umana può concepire!! E la relativa cultura musicale per poterle elaborare secondo la sua sensibilità e la sua emotività.

In cosa consiste la trasmissione MUSICA ATTIVA?

Beh… anche noi possiamo definirci ‘fedeli alla linea’, perché in questi tantissimi anni, mUSICAaTTIVa ha avuto veramente pochissime modifiche come trasmissione per il semplice motivo che facciamo ciò che piace a noi sperando che possa piacere anche agli altri senza una vera indagine su cosa vuole il pubblico adesso, come magari invece capita in altre radio più commerciali. Comunque il programma di solito è di due ore e consiste nella prima parte di un ora e un quarto, più o meno, di presentazione di un disco con relativo ascolto di 4-5 canzoni e chiacchierata con l’autore (cantante, cantautore, band o progetto che sia) che viene ospite in studio nella diretta. Gli ospiti che desiderano (e ultimamente sono in tanti) in questo spazio possono esibirsi anche con un mini-live acustico o semi-acustico sempre in diretta radiofonica con le canzoni che loro credono più adatte. Inoltre si possono ascoltare anche 2-3 brani di artisti di riferimento per l’ospite e la rubrica “Chill Cool Sound Professor” dove viene inviato l’album in questione ad un recensore segreto che non conosciamo nemmeno noi del programma e deve darci il suo ‘piccante’ parere senza informarsi di chi sia il materiale sonoro che gli abbiamo spedito, quindi solo ascoltando le ‘nude’ canzoni: tutto questo poi verrà letto da noi in diretta con i titolari del disco presenti. E questo primo pezzo di programma, come avrete capito, è tutta la parte dedicata e scelta interamente dai musicisti/cantanti ospiti di quella determinata puntata. La seconda parte che noi continuiamo a chiamare “demoATTIVI” ancora dai primi anni della trasmissione anche se di canzoni-demo per la professionalità e la bellezza di certo non si può più parlare, è quella selezionata dallo staff del programma che consiste nell’ascolto delle migliori canzoni arrivate in redazione negli ultimi mesi o addirittura negli ultimi giorni di questo fantastico e sconosciuto mondo che è il sottobosco musicale della nostra regione, il Veneto.

Cosa ne pensi della “Radio” in questo momento? Com’era, com’è e verso quale direzione sta andando? Quanto è cambiato il modo di fare radio ai tempi dei social network?

Nonostante siamo in un’era di comunicazione di massa dove le fonti forse sono anche troppe rispetto al reale bisogna della collettività credo che la radio sia un mezzo di comunicazione che si difende ancora molto bene perché la sua unicità basata solo sull’ascolto di una o più voci e di suoni e canzoni ha sempre il suo fascino minimale che altri mezzi decisamente più multimediali hanno perso! Io sono sempre stato del parere che la musica va ascoltata e tutto il resto è contorno anche se dagli anni 80 in poi con i primi videoclip la musica ha preso altre vie che sono state anche quelle dell’immagine. A me una bella canzone piace ascoltarla e basta, di certo non mi interessa chi la canta, se è un uomo o una donna affascinante, se ha i capelli blu o verdi o come è vestito! E quindi il posto più adatto resta sempre la radio! Com’era la radio? Un posto magico!! Com’è? Un posto ancora magico ma con la moltiplicazione esponenziale dei mezzi di comunicazione e l’inevitabile frammentazione del pubblico un posto un po’ più di nicchia! Come sarà? Boh… non ho la sfera di cristallo ma sono sicuro che il suo fascino particolare la renderà ancora una voce decisamente più forte di altre. Purtroppo (almeno per me) la radio è cambiata molto al tempo dei social! Ho iniziato a fare lo speaker quando i social network erano ancora molto marginali ed ero solo una voce per chi mi ascoltava. Ora è cambiato tutto e tutti ti contattano da tutte le parti anche nella radio ed inevitabilmente sanno tutto di te, di quello che fai e anche la tua faccia. Certamente è il mondo che cambia e quindi ci siamo adeguati anche noi, anche perché comunque ci sono molti fattori positivi!! Infatti ora possiamo mostrare per esempio nel canale youtube ‘@musicaattiva’ tutti i live che facciamo in diretta radiofonica o attraverso il nostro sito www.musicattiva.com con lo streaming essere ascoltati non solo in Veneto ma in tutto il mondo o tramite facebook, instagram e gli sms essere interattivi in diretta con i nostri ascoltatori che fanno domande e dicono il loro parere sulla musica che trasmettiamo direttamente durante il programma.

Le web radio. Funzionano? Sono il presente e il solo futuro pensabile per le radio in genere, oppure hanno già esaurito la loro spinta?

Per la mia esperienza non hanno mai funzionato del tutto perché gli ascolti delle web radio rispetto a quelle con le frequenze tradizionali sono sempre stati decisamente molto più bassi! Altro discorso è integrare la frequenza tradizionale in Mhz con lo streaming in modo che la stazione radiofonica si possa ascoltare per esempio sia in auto che nel cell variegando la possibilità di fruizione per l’ascoltatore secondo i suoi bisogni del momento. Questa formula è risultata negli anni sicuramente la più vincente!

Cosa ne pensi della scena indipendente? Negli ultimi anni che idea ti sei fatto del panorama musicale veneto? Come sta crescendo secondo te?

Se sono così tanti anni che mi occupo di un programma che tratta di questa scena musicale vorrà dire che ne ho sicuramente  molta stima!! Ma ad apprezzare la scena ‘indie’ mi sembra che negli ultimi anni non sono stato l’unico anche se quella a livello nazionale probabilmente è più un’etichetta di marketing che una scena vera di sostanza. La musica sotterranea del Veneto è sempre di spessore molto alto e potrei anche fare esempi di dischi che nulla hanno da invidiare a quelli di artisti e band internazionali tranne che nella potente macchina di promozione che loro hanno e che in Veneto è quasi totalmente assente. Non so se in questo momento l’underground veneto stia crescendo o no, direi piuttosto che va ad annate, come il vino!! In tutti questi anni ho visto alternarsi senza sosta periodi molto floridi ed altri più soporiferi.

Quanto è ancora importante la radio per le band che stanno cercando di emergere dal sottobosco locale per farsi conoscere ad un pubblico più ampio? Sono aumentate in questo periodo le richieste di interviste? E che ruolo ha avuto, secondo te, dall’avvento del Covid? Ora che siete tornati in studio, con interviste in presenza. Come avete riorganizzato la trasmissione?

Credo che, anche al giorno d’oggi, per farsi conoscere a livello indie una band o un cantante abbiano le stesse uniche due vie che in realtà ci sono sempre state ovvero fare più concerti possibili (ed è la via migliore!!) e sperare che delle radio passino più volte possibile delle tue canzoni. Se poi uno vuole scegliere la strada del mainstraem allora il discorso cambia e là i talent fanno da padroni anche se ti ritroverai a non essere più proprietario nemmeno delle tue canzoni!

Ad esser sincero non ho mai contato quanti dischi sono arrivati con le relative richieste di intervista e così anche in questo periodo non saprei dire se sono stati di più o di meno rispetto ad un altro periodo. L’unica cosa che posso dire, è che siamo in ritardo con la programmazione che ci eravamo già fissati, ma questo è dovuto al fatto che con il Covid siamo stati costretti a rinunciare a diverse puntate con ospite in presenza e quindi si sono ammucchiati diversi dischi che volevamo presentare. Questo perché, come ho già detto, noi siamo ‘fedeli alla linea’ e presentare un disco senza gli autori o con gli autori in remoto che non possono esibirsi dal vivo non era qualcosa che concepivamo per mUSICAaTTIVa. E poi il contatto personale, come quello nei concerti, per noi è importante! Quindi abbiamo preferito fare ‘puntateDemo’ di solo ascolto di canzoni con noi 5 speaker della trasmissione collegati in diretta da remoto ad intrattenere.

Quale consiglio per chi si vuole lanciare nel mondo della musica sia come musicista che come dj radiofonico?

L’unico consiglio che posso dare in questo periodo è di farlo se è una passione e un bisogno imprescindibile perché se invece le velleità sono quelle di entrare nel mondo della musica come artista (cantante, band, dj, speaker radiofonico) e magari credere di farlo per lavoro o addirittura per trovare un ipotetico successo  le possibilità sono decisamente minime (almeno in Italia!)

Oltre la radio: i concerti live e le collaborazioni con i locali: parlaci della tua esperienza.

Ho avuto in passato diversa esperienza anche nell’organizzazione di eventi dal vivo che nella musica sono importantissimi perché unire molte persone accomunate dall’amore per un tipo di musica e fargliela sentire anche dal vivo è una emozione indescrivibile. Sono stato per otto anni presidente dell’associazione che organizzava il festival Cocomeri  Sonori e poi ho fatto parte per molti anni anche dello staff organizzativo delle serate Bacini&Rock’n’Roll Party che facevamo al Vinile Club di Rosà (VI) e al Moon Club di Mirano (VE). Là necessitava essere molto bravi a bilanciare la giusta dose di bellezza artistica e divertimento (che possono convivere tranquillamente assieme!) per rendere appetibile l’evento visto che comunque bisognava fare i conti con dei bilanci economici che non potevano di certo essere in rosso se si voleva continuare. Da qualche anno però sono ‘fuori dal giro’ perché ora ho famiglia e di certo non si può fare tutto e bene nella vita! La sfida ora, credo sarà ripartire, dopo questo lungo periodo del Covid che a livello economico nel mondo musicale è stato devastante un po’ a tutti i livelli!

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

In realtà l’unico progetto per il futuro è continuare a fare quello che mi piace!! Niente di più!

 

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