FRANCESCO CERCHIARO: VI RACCONTO IL MIO RITORNO

Francesco Cerchiaro è uno che se non ha nulla da dire non parla senza motivo ma tace. Lo ha fatto per sette anni ed ora ritorna con un nuovo singolo e album in uscita nel 2021 per Dischi Soviet Studio. In questa lettera aperta Francesco racconta senza nascondere insicurezze e sogni gli anni che hanno separato il suo ultimo album A piedi nudi da quello che sarà il suo nuovo corso musicale.

 

 

Dall’uscita del mio ultimo disco, ‘A piedi nudi’, sono passati ormai sette anni. Molto, se consideriamo le regole non scritte della comunicazione d’oggi. Perdonatemi dunque, se dopo tanto tempo spenderò qualche parola in più, prima di lasciar parlare solo la musica. In questi sette lunghi anni ho preferito non dire nulla, non perché la musica non facesse più parte della mia vita (anzi) ma perché volevo sottrarmi al rumore continuo, alla necessità di esser sempre presenti, di aver sempre un’opinione su tutto (e di esprimerla sempre), all’impulso di apparire per paura di sparire dalla memoria. In questi anni tanto è cambiato nella mia vita. La musica in tutto questo mi ha sempre accompagnato. La musica ascoltata, soprattutto, ma anche quella scritta o anche solo pensata. Molte cose nuove sono entrate, altre se ne sono andate. Mi sono trasferito in un nuovo Paese (ora vivo in Belgio) ho avuto problemi di salute che mi hanno privato di una delle mie grandi passioni, camminare in montagna. Sono diventato padre di una bimba, Anastasia, ho viaggiato molto, ho imparato a suonare nuovi strumenti e mi sono dedicato ad una scrittura sottrattiva, che mirasse a cogliere un aspetto condiviso delle nostre vite e non solo un lato intimo e personale. Spero di esserci riuscito senza fronzoli stilistici. Troverete un nuovo sound che è stato a sua volta un viaggio divertente e impegnativo di ricerca e di apprendimento, seppur le canzoni rimangano manufatti primordiali che mantengono un nucleo immutabile. Ed è bene così. Ho registrato con lentezza e passione alcune canzoni curandole come si curano le cose preziose, custodendole e chiedendo l’aiuto di pochi musicisti per completarne gli arrangiamenti. Mi sono dedicato a ognuna come se fosse un pezzo a sé stante che dovesse contenere tutto senza bisogno di legarsi a un concept, a una spiegazione, a una visione d’insieme. Eppure un organismo che le tiene legate c’è. Per iniziare a condividere con voi tutto questo ho deciso di iniziare dal principio. Dalla prima canzone del disco. A gennaio, per chi vorrà seguirmi, ve la farò sentire sperando vi porti altrove, vi consoli o, almeno, vi faccia compagnia. 

A presto.

Grazie a tutti. Un abbraccio,

Francesco

 

 

 

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