FEELING BLUE: LA PLAYLIST DEI LACOSA PER I VOSTRI MOMENTI TRISTI

Le festività natalizie non sono sempre giorni di felicità e condivisione per tutti. Molti si sentono più tristi del solito durante questo periodo dell’anno, per questo motivo abbiamo chiesto ai LACOSA di mettere insieme tutti i brani che ascoltano quando si sentono un po’ nostalgici.

 

 

WALTER ZANON

A-HA con “Take On Me”, la prima volta che l’ho sentita avevo 10 anni e ho capito che avrei formato una band. La seconda è “People Are People” dei Depeche Mode. Canzone energica con una geniale linea vocale di Martin Gore. Quando sono nostalgico non cerco di scacciare la sensazione ma al contrario la assecondo.

 

 

 

 

 

MATTEO MARENDUZZO

I brani in questione sono delle recenti scoperte, accomunati da sonorità che, negli ultimi tempi, mi hanno completamente rapito, e che, fondamentalmente, più che “blue”, definirei “blackest ever black”. Mi riferisco a ” I Don’t Love”, degli Have A Nice Life, duo statunitense originario del Connecticut: un urlo di disperata alienazione, un mantra di solitudine e vuoto; e a “I Put Red House Painters On A Mixtape For You”, del solo project Planning For Burial: una dichiarazione d’amore lancinante, sussurrata poco prima di esaltare l’ultimo respiro. Entrambi i pezzi, profondamente evocativi, nelle musiche come nei testi, attingono a piene mani da sonorità doom, gloomgaze, sconfinando anche nel metal, mantenendo sempre (potrebbe sembrare un ossimoro) una raffinatezza e una delicatezza di lacerante tristezza.

 

PAOLO TROLESE

Non so voi, ma nei momenti di ‘Feeling blue’ difficilmente mi viene da mettere qualcosa che ‘dia la carica’ per volermi riprende a tutti a costi. Ritorno piuttosto alla ricerca di quelle mie emozioni ben fisse nella memoria, forse per voler affogare ancora di più nella malinconia. Mi riaffaccio agli anni 2000, in particolare a questi due brani: “Obstacle 1” degli Interpol e “We Used To Wait” degli Arcade Fire. Con i loro beat moderati, i cambi di ritmo improvvisi e gli arrangiamenti spettacolari e malinconici (tra l’altro grandi fonti d’ispirazione per il mio stile) partono forti emozioni e pelle d’oca costante.

 

 

LUCA ANDRETTA

Just for a Day - Wikipedia“Celia’s Dream” di Slowdive perché è tanta musica diversa insieme, è sempre un po’ sospesa e con il suo calore finale ti lascia qualcosa. Proprio come la nostalgica “Betsy On The Roof” di Julia Holter. È una canzone bellissima, con un arrangiamento semplice ma non banale e davvero elegante, una canzone che parla della tensione tra il proprio passato e il proprio futuro e dell’attesa di risposte che non è detto possano arrivare (“I’m standing here on the ground, Betsy/ Arms stretched out, looking up / Won’t you please tell me the answer?”).

 

 

 

 

 

 

 

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